Skip to main content

Negli ultimi anni, le PMI sono diventate uno dei principali bersagli degli attacchi informatici, spesso perché meno strutturate rispetto alle grandi aziende sotto il profilo della sicurezza digitale. 

C’è da dire, però, che il rischio cyber non è più solo una questione tecnica: con l’entrata in vigore della Direttiva NIS2 (UE 2022/2555), recepita in Italia con il D.lgs. 138/2024, la protezione dei sistemi informatici è diventata anche un vero e proprio obbligo normativo per molte imprese.

La nuova normativa introduce responsabilità più stringenti per le aziende e per i loro dirigenti, imponendo l’adozione di misure concrete per prevenire attacchi informatici, proteggere i dati e garantire la continuità operativa. Le conseguenze di una violazione non riguardano solo l’interruzione dell’attività o la perdita di informazioni, ma hanno a che fare anche sanzioni economiche rilevanti e responsabilità dirette del management.

La polizza Cyber Risk è, oggi più che mai, uno strumento fondamentale per le PMI, perché ti permette di proteggere l’azienda dalle conseguenze economiche di un attacco informatico e di affrontare con maggiore sicurezza gli obblighi previsti dalla normativa NIS2. Vediamo nello specifico come tutelare la tua impresa e cosa prevede la legge.

Cos’è la Direttiva NIS2 e Cosa Cambia per le PMI

La Direttiva NIS2 (UE 2022/2555) è una normativa europea che ha l’obiettivo di rafforzare il livello di sicurezza informatica all’interno dell’Unione Europea. Può essere definita come l’evoluzione della precedente Direttiva NIS (Network and Information Security), introdotta nel 2016, che stabiliva requisiti minimi di cybersecurity per alcune categorie di operatori essenziali. Con la NIS2, l’Unione Europea ha ampliato in modo importante il perimetro di applicazione e introdotto obblighi più stringenti per le aziende, compreso il management.

In Italia, la Direttiva NIS2 è stata recepita attraverso il Decreto Legislativo n. 138 del 4 settembre 2024, che definisce gli obblighi operativi per le imprese e stabilisce le misure necessarie per garantire la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi utilizzati per lo svolgimento delle attività aziendali.

L’obiettivo principale della normativa è quello di migliorare la resilienza informatica delle organizzazioni, imponendo l’adozione di misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate per prevenire, rilevare e gestire incidenti informatici. Ciò include, ad esempio, la gestione del rischio cyber, la protezione dei dati, la continuità operativa e la capacità di risposta agli attacchi informatici.

Uno degli aspetti più importanti della NIS2 è l’estensione della normativa a un numero maggiore di settori rispetto alla precedente direttiva. Oltre alle infrastrutture critiche già coinvolte, la nuova disciplina ingloba anche aziende che lavorano in ambiti come servizi digitali, produzione industriale, trasporti, sanità, energia, gestione ICT e fornitori di servizi tecnologici. 

Di fatto, quindi, molte PMI, soprattutto quelle che operano in settori strategici o che forniscono servizi essenziali ad altre organizzazioni, possono essere soggette ai nuovi obblighi.

Quali PMI sono coinvolte dagli obblighi NIS2

Come abbiamo detto, la Direttiva NIS2 amplia il numero di organizzazioni soggette agli obblighi di cybersecurity, perché non si rivolge solo alle grandi aziende, ma anche a molte piccole e medie imprese (PMI) che lavorano in settori considerati essenziali o importanti per il funzionamento dell’economia e della società.

La normativa distingue due principali categorie: settori essenziali e settori importanti, entrambi soggetti a specifici requisiti di sicurezza informatica e gestione del rischio.

Settori essenziali

In questo caso, le PMI possono essere coinvolte se operano in ambiti considerati critici per la continuità dei servizi fondamentali, tra cui:

  • Energia: produzione, distribuzione e gestione di elettricità, gas, petrolio o altre fonti energetiche;
  • Sanità: strutture sanitarie, laboratori, produttori di dispositivi medici e servizi sanitari digitali;
  • Trasporti: aziende che operano nei settori ferroviario, aereo, marittimo e stradale;
  • Servizi finanziari: istituti di credito, intermediari finanziari e infrastrutture di pagamento;
  • Infrastrutture digitali: data center, fornitori di servizi cloud, operatori di rete e servizi di comunicazione elettronica;
  • Pubblica amministrazione: enti pubblici centrali e locali;
  • Fornitori ICT critici: aziende che forniscono servizi tecnologici essenziali ad altre organizzazioni.

Settori importanti

La Direttiva NIS2 si rivolge anche una serie di settori considerati rilevanti per il funzionamento dell’economia, tra cui:

  • Servizi digitali: piattaforme online, marketplace, motori di ricerca e fornitori di servizi digitali;
  • Produzione industriale: aziende manifatturiere e industrie di trasformazione;
  • Settore alimentare: produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti;
  • Gestione dei rifiuti: raccolta, trattamento e smaltimento;
  • Servizi postali e di corriere;
  • Ricerca e sviluppo.

Obblighi di Cybersecurity per le Aziende secondo NIS2

Con la Direttiva NIS2, le aziende dovranno sottostare a nuovi obblighi, con l’obiettivo di garantire un livello elevato e uniforme di sicurezza informatica. 

In particolare, le aziende sono tenute ad adottare misure tecniche e organizzative adeguate per proteggere le proprie infrastrutture digitali. Concretamente, questo vuol dire implementare sistemi di sicurezza informatica efficaci, procedure di controllo e politiche interne che consentano di prevenire, rilevare e gestire eventuali incidenti.

Un altro obbligo importante riguarda la gestione del rischio informatico, che prevede l’identificazione delle vulnerabilità, la valutazione dei possibili impatti e l’adozione di misure preventive per ridurre la probabilità e le conseguenze di un attacco. Le aziende devono inoltre garantire la protezione dei dati e dei sistemi IT, assicurando la continuità operativa e la disponibilità dei servizi anche in caso di incidenti informatici.

La normativa richiede anche l’adozione di misure specifiche per la prevenzione degli incidenti informatici, come il monitoraggio dei sistemi, l’aggiornamento dei software, la gestione degli accessi e la formazione del personale.

Uno degli aspetti a cui prestare più attenzione della NIS2 riguarda l’obbligo di notifica degli incidenti di sicurezza, che devono essere comunicati alle autorità competenti secondo tempistiche precise:

  • Entro 24 ore dall’identificazione dell’incidente deve essere inviata una prima notifica preliminare;
  • Entro 72 ore deve essere fornito un aggiornamento con maggiori dettagli sull’evento e sulle possibili conseguenze;
  • Entro 30 giorni deve essere trasmessa una relazione finale completa, con l’analisi dell’incidente e le misure adottate per risolverlo e prevenire eventi futuri.

Responsabilità dei dirigenti e del ,anagement

Parliamo ora di uno dei temi più ricercati correlati alla normativa, ovvero la responsabilità di dirigenti e manager. 

Gli amministratori e i dirigenti hanno una responsabilità diretta nella gestione del rischio informatico e sono tenuti a garantire che l’azienda adotti misure adeguate per proteggere i propri sistemi, i dati e la continuità operativa. Sarà infatti responsabilità dei dirigenti supervisionare le strategie di cybersecurity, approvare le politiche di sicurezza e verificare che siano effettivamente implementate e aggiornate nel tempo.

La normativa richiede che la cybersecurity sia integrata nella governance aziendale, diventando parte dei processi decisionali e della gestione complessiva del rischio. Di conseguenza, il management deve assicurarsi che l’organizzazione disponga di strumenti adeguati per prevenire incidenti informatici, gestirli tempestivamente e ridurne l’impatto.

In caso di mancata adozione delle misure richieste o di negligenza nella gestione della sicurezza informatica, i dirigenti possono essere esposti a responsabilità personali, con possibili conseguenze legali e patrimoniali

Sanzioni Previste per le Aziende Non Conformi

La Direttiva NIS2 introduce un sistema sanzionatorio strutturato per le aziende che non rispettano gli obblighi in materia di sicurezza informatica. Le sanzioni sono proporzionate alla gravità della violazione e alla classificazione dell’azienda, distinguendo tra entità essenziali ed entità importanti, come previsto dalla normativa europea e dal relativo recepimento nazionale.

Per le entità importanti, le sanzioni amministrative possono arrivare fino a 10 milioni di euro oppure fino al 2% del fatturato globale annuo, a seconda di quale importo sia superiore. Per le entità essenziali, considerate più critiche per il funzionamento della società e dell’economia, le sanzioni possono essere ancora più elevate, arrivando fino a 10 milioni di euro o fino al 5% del fatturato globale annuo, in base alla gravità della violazione e alle disposizioni applicabili.

Oltre alle sanzioni economiche, le autorità competenti possono adottare anche provvedimenti amministrativi, come ordini di adeguamento obbligatorio, ispezioni e controlli rafforzati. Nei casi più gravi, può essere disposta la sospensione temporanea delle attività o l’imposizione di misure correttive immediate per ridurre il rischio informatico.

C’è anche poi l’aspetto relativo alla responsabilità diretta dei dirigenti e degli amministratori di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente. Come specificato, essi sono tenuti a garantire il rispetto degli obblighi previsti dalla normativa. In caso di negligenza o mancata supervisione, il management può essere chiamato a rispondere delle violazioni, con possibili conseguenze sia legali che patrimoniali.

Specifichiamo anche che l’entità delle sanzioni varia in base alla classificazione dell’azienda, al settore di appartenenza e al livello di criticità dei servizi forniti. 

Cos’è una polizza cyber risk e perché è fondamentale per le PMI

La polizza Cyber Risk è una copertura assicurativa progettata per proteggere le aziende dalle conseguenze economiche e operative derivanti da attacchi informatici e incidenti legati alla sicurezza digitale. Per le PMI, che spesso dispongono di risorse limitate per affrontare eventi di questo tipo, è uno strumento fondamentale per garantire la stabilità e la continuità del business.

Questa polizza interviene in diverse casistiche, come:

  • Danni causati da attacchi informatici, come ransomware, malware o accessi non autorizzati ai sistemi aziendali;
  • Costi di ripristino dei sistemi IT, necessari per riportare infrastrutture, software e reti al normale funzionamento dopo un incidente;
  • Perdita o compromissione dei dati, inclusi i costi per il recupero delle informazioni e la gestione delle conseguenze operative;
  • Interruzione dell’attività aziendale, con copertura delle perdite economiche derivanti dal blocco temporaneo dei sistemi informatici;
  • Spese legali, sostenute per difendere l’azienda in caso di contestazioni, richieste di risarcimento o procedimenti legati a un incidente cyber;
  • Gestione dei data breach, comprese le attività di analisi, comunicazione e risposta agli incidenti informatici, anche nei confronti di clienti e autorità competenti;
  • Assistenza tecnica e informatica specialistica, che consente di intervenire rapidamente per contenere l’attacco e ridurre i danni.

Alla luce degli obblighi introdotti dalla Direttiva NIS2, la polizza Cyber Risk assume un ruolo ancora più importante. Pur non sostituendo le misure di sicurezza che le aziende devono adottare per legge, è  un supporto ormai indispensabile per affrontare le conseguenze economiche di un attacco e per garantire la continuità operativa dell’impresa

Come scegliere la migliore polizza cyber risk per la tua PMI

Non tutte le coperture cyber risk sono uguali. Il nostro consiglio è di valutare attentamente alcuni elementi chiave per assicurarsi che la polizza risponda realmente alle esigenze della tua impresa, soprattutto alla luce degli obblighi introdotti dalla Direttiva NIS2.

Tra i principali criteri da considerare ci sono innanzitutto i massimali di copertura, che devono essere adeguati alle dimensioni dell’azienda, al volume di dati gestiti e al potenziale impatto economico di un incidente informatico. Un massimale troppo basso potrebbe non essere sufficiente a coprire i costi reali di un attacco.

Molto importante anche verificare la presenza della copertura per business interruption, che consente di compensare le perdite economiche derivanti dall’interruzione delle attività causata da un attacco cyber o da un malfunzionamento dei sistemi IT.

Un altro elemento che consideriamo fondamentale è la copertura per data breach, che include i costi legati alla violazione dei dati, alla gestione delle comunicazioni obbligatorie e alle eventuali richieste di risarcimento. Allo stesso modo, la polizza dovrebbe prevedere un servizio di incident response, ovvero l’assistenza immediata di specialisti informatici e legali per gestire l’incidente, limitare i danni e ripristinare rapidamente l’operatività.

Data la complessità di queste coperture e l’evoluzione continua della normativa, affidarsi a un broker specializzato rappresenta la scelta più efficace. Un broker come SDM Broker può analizzare il livello di rischio della tua azienda, confrontare le migliori soluzioni disponibili sul mercato e costruire una polizza Cyber Risk realmente su misura.

Contatta SDM Broker per ricevere una consulenza gratuita e un preventivo personalizzato: proteggi la tua PMI dai rischi informatici e assicurati di essere conforme ai nuovi obblighi normativi.